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Cartellino rosso al razzismo dopo l’ennesimo episodio di violenza nello sport

Non è la prima volta che accade, ma sapere che nel 2019 c’è ancora razzismo, addirittura in un luogo di divertimento come uno stadio, non è piacevole. È successo tutto durante la penultima giornata del girone d’andata della Serie A, il giorno dopo Natale, a San Siro, Milano. Proprio durante il pre-partita dell’incontro tra Inter e Napoli è iniziato tutto. Gli ultras napoletani e quelli interisti hanno cominciato a scontrarsi, causando diversi feriti accoltellati, ed addirittura un morto, Daniele Belardinelli, 39enne tifoso nerazzurro, che è stato investito da un’auto. Così il nervosismo è entrato con i tifosi nello stadio ed ha contagiato anche i giocatori delle due squadre.

Partita equilibrata fino all’80’ quando il difensore senegalese del Napoli Kalidou Koulibaly è stato ammonito dall’arbitro per un fallo. Koulibaly ha ironicamente applaudito il gesto del direttore di gara Mazzoleni che, di conseguenza, l’ha espulso. Ma siamo sicuri che gli applausi del difensore fossero solo per l’arbitro e non anche per i tifosi interisti, che per tutta la partita lo avevano insultato per il colore della pelle? Al 91’ segna per l’Inter il subentrato Lautaro Martinez che riesce a insaccare un tiro da fuori area su assist del senegalese Keita Baldè.

Proprio quest’ultimo è protagonista, assieme a Lorenzo Insigne, capitano del Napoli, di un altro brutto episodio: al 94’ l’interista porta palla quando sopraggiunge il napoletano che gli rifila ben due calci. Giustamente sarà espulso e squalificato per due giornate come il compagno Koulibaly. Per due giornate è squalificata anche la curva dell’Inter per gli insulti razzisti.

Ciò non è certo la prima volta che accade. Altri esempi possono essere i cori minacciosi per Mario Balotelli, attaccante di colore, che viene insultato anche se italiano; o i sassi contro i pullman delle squadre avversarie; o la bomba carta lanciata dagli ultras juventini nella curva del Torino; o le foto di Anna Frank con la maglia della Roma con la scritta “FARETE LA STESSA FINE”, create dagli ultras della Lazio, che hanno anche appeso dei manichini, sempre con la maglia romanista, come se fossero impiccati. Insomma, episodi di violenza e discriminazione non mancano da nessuna parte, anzi, ma si può sempre provare a combatterli.

Durante la prossima partita dell’Inter la curva sarà aperta solo ai bambini e ai ragazzi, che dovranno dimostrare a tutti che in una cosa meravigliosa come il calcio non c’è spazio per la violenza, ma solo per il divertimento e il sano tifo. Gli ultras potranno seguire la partita solo dietro lo schermo di una TV e forse finalmente capiranno cos’è davvero il calcio.