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Pattinaggio artistico: 13 ori ai mondiali e nessuno ne ha parlato. Intervista alle allenatrici dell’Acli Jesi

Si sono conclusi i campionati di pattinaggio artistico a rotelle, sono scesi in pista i migliori atleti della nazionale italiana, seguiti dai tecnici della nazionale azzurra Sara Locandro e Fabio Holland. Nonostante abbiano conquistato 13 ori, 13 argenti e 8 bronzi nessuno ne ha parlato. Ma perché? È uno sport minore? Eppure tanto impegno distingue questi atleti, che per gareggiare a così alti livelli si allenano sempre. È la passione e l'amore che riescono a mandare avanti questo sport, sempre oscurato da altri più diffusi e seguiti. Prima o poi, comunque, spera di essere inserito negli sport olimpici. Abbiamo intervistato la presidente e un’allenatrice della società ACLI PATTINAGGIO JESI, una società nata 50 anni fa, che ha raggiunto alti livelli grazie agli atleti che hanno dato il massimo ottenendo anche riconoscimenti a livello nazionale.

Daniele Bolletta, Rebecca Bartolomeoli e Giulia Franconi sono stati convocati in coppa Italia dove sono arrivati rispettivamente primo, quinta e sesta. Abbiamo chiesto alla presidente della società jesina Olema Gualerni cosa pensa del ruolo di questo sport e del perché non riceva l’attenzione che merita. “Secondo me – ci ha detto –con l’andare del tempo sarà finalmente riconosciuto come gli altri sport, in quanto già si sta adeguando al pattinaggio artistico sul ghiaccio, le regole si stanno già adattando. Si pensa che nel 2020 diventerà finalmente sport olimpico”. Abbiamo fatto la stessa domanda all’allenatrice della società Maria Belardinelli e ha confermato le parole della presidente e ha aggiunto: “Questi atleti, come tanti altri, si sono distinti e forse finalmente avranno il loro meritato riscatto. Noi come società ci metteremo tutto l’impegno e la pazienza che serve. Siamo convinti di riuscire ad arrivare alle olimpiadi. La nazionale italiana sta cercando di trovare il sostegno da tutte le società sportive, perché più si è e più si ha. Ora, come già sul ghiaccio, si sta sperimentando un nuovo sistema chiamato ROLLART, e questo dà già un grande privilegio al pattinaggio artistico. Io come allenatrice, per questi ragazzi che si allenano sempre do il meglio di me per riuscire sempre ad alimentare la passione per questo sport”. Alla fine ha dichiarato: “Non è solo uno sport ma anche la nostra seconda famiglia, una grande famiglia”.  Noi diamo ragione a tutte le parole dette e ringraziamo la presidente Olema Gualerni e l’allenatrice Maria Belardinelli per averci dedicato il loro tempo. Auguriamo a tutti i ragazzi di poter riuscire a realizzare i loro sogni e essere degni rappresentanti dell’Italia. Questi ragazzi non giocheranno più in serie B ma in serie A, e quando loro lo saranno noi saremo lì ad intervistarli e a fargli il tifo. In bocca a lupo a tutti i pattinatori artistici a rotelle italiani. Diamo appuntamento ai futuri campioni alle olimpiadi 2020.