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Cerimonia al Palasport con Salvatore Borsellino e Paolo Borrometi, le classi protagoniste con letture e flash mob

 

La cerimonia di intitolazione della nostra scuola da Duca Amedeo di Savoia a Paolo Borsellino, uno dei magistrati più importanti d’Italia, è stata preceduta da un lungo lavoro di preparazione da parte degli insegnanti e degli alunni. Praticamente dall’inizio dell’anno scolastico fino al 4 dicembre, quando c’è stato l’incontro al Palasport con Salvatore Borsellino e Paolo Borrometi, il giornalista minacciato e sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia, le varie classi dell’istituto si sono date da fare per la realizzazione dei lavori che sono stati mostrati e alcuni anche consegnati come dono a Salvatore, fratello del magistrato.

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In giro per la città per sapere cosa ne pensano gli jesini dei social network.

Noi ragazzi del laboratorio di giornalismo della scuola secondaria di primo grado “Savoia” ci siamo chiesti: “Cosa ne pensano delle nuove tecnologie le persone che appartengono alle altre generazioni rispetto ai giovani che sono quelli che usano di più queste risorse”. Volete sapere quale è stata la risposta alla nostra domanda? Sì? Allora vi raccontiamo anche come abbiamo raccolto le informazioni. Ci siamo armati di carta, penna e telefono cellulare e siamo usciti dalla nostra scuola per conoscere le opinioni dei nostri concittadini. La maggior parte di quelli che abbiamo intervistato ci ha risposto che, in un certo senso, i social sono un bene mentre dall’altro sono un mezzo di comunicazione molto pericoloso se utilizzato senza pensare a ciò che esso potrebbe comportare, in termini di rischi, o senza considerare i malintenzionati che vi potrebbero essere dietro e come questi potrebbero reagire.

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Alla scoperta del lavoro del giornalista. Al Comune e alla redazione di Centropagina

Conoscete la sede del giornale di Jesi? E centro pagina? Con il nostro gruppo di giornalismo nel pomeriggio di lunedì 16 aprile abbiamo avuto l’occasione di fare un’uscita didattica al comune di Jesi e alla sede Centro pagina. La prima tappa è stata la sede comunale in cui ci ha accolti l’addetto stampa, ora comunicatore e portavoce Francesco Cherubini. Lui e un suo collaboratore ci hanno illustrato come la tecnologia ha rivoluzionato i vari strumenti di comunicazione fino ad oggi. A partire dagli anni 90 c’erano solamente: manifesti, giornalini cartacei e conferenze stampa. 

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