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Imbrattata ma subito ripulita la targa a Paolo Borsellino

Neanche il tempo di inaugurare il nuovo nome della scuola intitolata a Paolo Borsellino che un vandalo ha rovinato, dopo appena qualche giorno, una delle due targhe appese sui muri esterni dell’istituto, precisamente quella posizionata in via Suor Maria Mannori, dov’è ubicato anche l’ingresso degli alunni. Fortunatamente nulla di irrimediabile, visto che la targa è stata subito ripulita. La scritta era stata imbrattata con pennarelli di colori diversi.

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Incubo nelle strade di Jesi

A Jesi, il sindaco e la giunta comunale hanno speso molti soldi per fare piste ciclabili dove non passa quasi nessuno: perché invece non si livellano le buche causate dal gelo e dalle piogge nelle strade?

A volte in mezzo alla strada si formano inizialmente buchi che poi piano piano si allargano: perché il Comune non rifà tutta la strada da capo invece di mettere soltanto delle toppe? Questo si chiedono i cittadini jesini, tra l’altro dopo poco le buche si riformano e il lavoro fatto in precedenza è stato inutile.

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Serve più rispetto per la comunità

Molte persone ormai non rispettano più l'ambiente, e allo stesso tempo la comunità. Tutti pensano sempre a loro stessi e mai al prossimo. Per esempio, anche se è un argomento non bello da sentire, in tutti i parchi, ma anche sui marciapiedi, oppure in strada si trovano molto spesso le feci dei cani. Vedere ciò quando si va in giro è veramente disgustoso. Come per esempio un giorno uno decide di andare a fare una bella passeggiata, magari per distrarsi, e poi non essendosi accorto di una fece per terra la pista ed è così che si è rovinato la sua passeggiata; oppure quando i bambini si divertono a correre nei prati e poi all'improvviso, a causa dell'erba non vedono gli escrementi del cane.

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L’intervista a Salvatore Borsellino: “Un’esperienza che non dimenticheremo mai”

“Esistono bombe che uccidono uomini ma non esistono bombe che fermano l’amore”. Questa è una delle frasi che Salvatore Borsellino ci ha detto durante l’intervista svolta il 4 dicembre, giorno dell’intitolazione della nostra scuola da Duca Amedeo di Savoia a Paolo Borsellino. A metà mattinata noi due, insieme ad altri tre ragazzi che frequentano il laboratorio di giornalismo e a una ragazzina di prima, abbiamo incontrato Salvatore e gli abbiamo posto qualche domanda riguardante la vita del fratello.

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Da “Duca Amedeo di Savoia” a “Paolo Borsellino”. Cosa ne pensano gli jesini?

Un nome storico per la nostra città come “Duca Amedeo di Savoia” è andato in pensione e al suo posto c’è ora la scuola “Paolo Borsellino”, intitolata al magistrato ucciso nel 1992 dalla mafia. Un cambiamento frutto di un lungo lavoro da parte della nostra scuola che porta avanti da anni un progetto di legalità da cui è nata l’idea del cambio del nome. Ma cosa pensano gli jesini di questa novità? Gli studenti del Laboratorio di giornalismo lo hanno chiesto alle persone incontrate a Jesi durante un’uscita, il 3 dicembre, lungo corso Matteotti. L’opinione più diffusa è stata quella per il sì al cambio del nome anche se ci sono state delle voci contrarie. Molti hanno detto che è una cosa onorevole ricordare qualcuno che ha sacrificato la sua vita per la democrazia ma altri erano dispiaciuti perché secondo loro il nome “Savoia” aveva un valore affettivo. Ecco quanto hanno detto gli jesini.

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