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Eredità Morosetti e spostamento della fontana di piazza Federico II. La parola agli jesini

A Jesi un’eredità decide il destino di due piazze. Cassio Morosetti, ormai deceduto, aveva dedicato la sua vita al fumetto, che gli aveva permesso di “racimolare” una somma ingente, frutto di tanti anni di lavoro: oltre due milioni di euro. Morosetti voleva che la sua eredità venisse usata per far tornare la fontana dell’obelisco in Piazza della Repubblica e, a quanto pare, ci è riuscito. Difatti il monumento verrà spostato, nonostante nel web e in città siano scoppiate varie polemiche riguardo alla decisione. Carlo Santoni, un uomo jesino di età avanzata, ha risposto in modo molto secco alla domanda più frequente degli ultimi mesi, cioè: “È d’accordo con la decisione dello spostamento della fontana dalla piazza del duomo a quella della Repubblica?”.

La sua opinione è: “Assolutamente no! La piazza viene deturpata. Il teatro è bellissimo e verrebbe coperto”. Anche Albano Angelucci si dichiara “assolutamente contrario”. Rosella Simonari, Mariachiara Barchi e Monica Di Rosa hanno espresso, come molti altri, un’opinione negativa sullo spostamento. E dicono: “Perché cambiare? La piazza è tanto bella così….”. Soprattutto i più giovani evidenziano lo stesso pensiero: “Siamo tutti, almeno le ultime generazioni, ma non solo, cresciuti con un’idea di disposizione delle due piazze ben chiara. Ormai simboleggiano Jesi e sradicare la fontana dalla sua posizione attuale sarebbe come togliere alla città quell’identità che tutti conoscevamo”.

Mira Fabrizi pensa che “la fontana dovrebbe rimanere al suo posto e, con i soldi restanti, si dovrebbe fare un centro per le persone che hanno l’Alzheimer”. Orietta Ciccarelli crede che “la fontana debba rimanere al suo posto”. Bocchini Mariagrazia dice: “non voglio che si sposti la fontana anche perché si potrebbe rompere. Ma visto che il Comune ha già deciso, con il denaro rimanente vorrei che venissero sistemate le strade oppure che si utilizzasse per i bisognosi”. Maria Governatori sarebbe favorevole allo spostamento “perché la fontana era stata progettata lì e dovrebbe ritornare al suo posto. Con i soldi rimanenti si potrebbe rinnovare la città”. Sara Corinaldesi crede che si debba rimandare lo spostamento “perché c’è in corso una pandemia mondiale”, mentre Patrizia Pesaresi è contraria perché pensa che sia più urgente “sistemare le strade e i marciapiedi ormai rovinati”. Anche Fabrizio Teodosi è contrario a cambiare il volto di due piazze e pensa sia più giusto “dare i soldi in beneficenza”. Cristina Stacchiotti è d’accordo con lo spostamento perché pensa che si potrebbero utilizzare i soldi restanti “per realizzare più spazi all’aperto per ragazzi e adulti così che possano stare a contatto con la natura”.

Cassio Morosetti ha dato una possibilità di scelta su come i soldi dovessero essere impiegati: usarli per la piazza o darli alle associazione bisognose, che, sotto pandemia, sono in grave difficoltà. A quanto si dice il Comune all’inizio della vicenda non aveva neanche preso in considerazione l’atto di spostare il monumento, eppure c’è stato un fattore scatenante che ha fatto cambiare idea. «Sono anni – pur caricandomi di ogni spesa – che non mi riesce di far riportare la fontana e obelisco dove, a suo tempo, gli architetti vollero che fosse. Ma non mi do per vinto, vivo o morto – in questo caso tramite avvocati –: piazza Grande riavrà il suo monumento», scriveva l’artista che oggi esprime questo desiderio come ultima volontà testamentaria. Il sindaco Pacifico Carotti, colui che ha deciso lo spostamento della fontana a suo tempo, secondo Morosetti ha commesso un grave errore. Fu fatto per far transitare meglio gli autobus e avere una piazza più libera e aperta. Molti degli intervistati, però, vedono oggi come poco comprensibile l’idea di riportare l’obelisco nel luogo originario dopo così tanti anni. Ha senso, si chiedono, cambiare l’immagine che tutti hanno della nostra città?