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Uscita degli alunni del Laboratorio di giornalismo in centro storico, fra cantieri, muri imbrattati ma anche scorci di grande bellezza

Muri incrostati e imbrattati, marciapiedi rovinati, strade rappezzate con toppe di catrame, cantieri in pieno centro, palazzi in decadenza. Tutto questo l’abbiamo potuto vedere durante l’uscita del 7 febbraio scorso organizzata dalle insegnanti del nostro corso di giornalismo. Siamo partiti dalla nostra scuola e, proseguendo per Corso Matteotti, abbiamo fotografato diversi luoghi di degrado a Jesi. Il primo è stato il retro del vecchio ospedale, dove i muri sono stati imbrattati e si possono vedere finestre rotte e sigarette a terra.

Proseguendo lungo il corso, abbiamo notato l’ingombrante cantiere situato davanti alla chiesa delle Grazie, posizionato lì dallo scorso ottobre per spostare indietro di qualche metro la statua di Giovanni Battista Pergolesi, le toppe di catrame lungo tutto il corso, che lo fanno sembrare una coperta rattoppata (il Comune non potrebbe, invece che continuare ad aggiungere pezze, riasfaltare definitivamente le strade?), le saracinesche dei negozi pitturate da vandali con scritte e simboli indecifrabili. Arrivati alla piazza del Duomo, ci siamo incamminati verso via Posterma per vedere le cosiddette carcerette completamente abbandonate, sporche e imbrattate, come molte altre vie lì intorno lasciate al degrado. Poco dopo siamo passati sulle mura medievali, che in diversi tratti sono rovinate dalle piante cresciute su di esse. Passati per via Mura Occidentali, siamo scesi per via Montello arrivando in Viale della Vittoria, dove c’è l’edifico che ospitava l’ex ospedale, un mostro di cemento e ferro che, dopo diversi anni, è ancora lì, a sovrastare il Viale. Dopodiché siamo tornati in classe passando dal retro dell’ospedale. L’impressione generale che questa uscita ci ha dato è stata che Jesi è una bella città, ricca di storia ed arte, ma sicuramente potrebbe essere ancora più bella se fosse tenuta in modo migliore. Si potrebbero ripulire i muri e le pareti di tutti gli edifici, o almeno i più importanti e visibili, dalle incrostature e dalle imbrattature. Si potrebbero riasfaltare le strade del corso e non solo invece di rappezzarle ogni volta. Si potrebbero concludere i lavori per la statua di Pergolesi, chiudendo anche quell’ingombrante cantiere che stona molto con la visione del Corso. Ma non solo. Si potrebbe risistemare il vecchio cinema Politeama-Astra di via Mura Orientali ormai in disuso da diversi anni. Insomma di cose da fare ce ne sarebbero molte per migliorare la città e, anche se qualche persona continuasse a sporcare e imbrattare, si deve continuare per far capire che se sporchi la città, sporchi anche te stesso. Però, se non si inizia neanche, sarà molto difficile rendere Jesi una città migliore.